Vi siete mai chiesti perché alcune persone si sentono più a loro agio in un certo tipo di ambiente piuttosto che in un altro? Perché c’è chi gradisce ambienti solitari e desertici e chi invece va a caccia dei posti più affollati e rumorosi? La risposta sembrerebbe abbastanza semplice: i criteri soggettivi di valutazione estetica, l’abitudine, le esperienze, i ricordi infantili…forse. Ma forse c’è anche qualcosa di più: una sottile coerenza che lega i paesaggi esterni a quelli interni della mente.
Ho voluto indagare questa tematica proprio ora che in molti si stanno preparando alla partenza e, tra le tante ricerche presenti in letteratura, ho preso in esame quella condotta da Franco Dogana (1937-2003), professore ordinario di Psicologia all’Università Cattolica di Milano.
Per compiere tale ricerca sono state intervistate 60 persone, metà uomini e metà donne, di età compresa tra i 18 e i 60 anni di varia condizione sociale, livello di istruzione e professione, residenti al Nord Italia con lo scopo di indagare le motivazioni della preferenza tra mare o montagna, gli aspetti maggiormente graditi, gli aggettivi che descrivono le diverse vacanze, come sono le persone che preferiscono l’ambiente marino piuttosto che montano, quali attività vengono svolte.
In base agli strumenti utilizzati si possono formulare alcune ipotesi circa le differenze tra i contesti ambientali marino e montano e le caratteristiche di personalità di chi preferisce l’uno o l’altro.
Le caratteristiche geofisiche e climatiche del mare fanno subito pensare al sole, luminosità, temperatura calda, alta pressione, bassa escursione termica, immensa massa d’acqua ondeggiante, tutti elementi che favoriscono il rilassamento, il torpore, il rallentamento del ritmo e l’apertura verso l’ambiente.
Il paesaggio è sicuramente dominato dalla dimensione orizzontale e dalla mollezza (dell’acqua e della sabbia); il mare è dunque più in sintonia con un atteggiamento di rilassatezza e passività, di lasciarsi andare e farsi cullare, possiamo quindi dire di edonismo.
Il paesaggio umano del mare richiama spiagge affollate, stretto contatto corporeo, corpi svestiti, file di ombrelloni, persone distese al sole, voci, chiasso, giochi, grida di bambini e di madri, ecc., oppure, fino alle ore piccole, discoteche e ristoranti affollati.
Il mare è dunque riconducibile a una socializzazione più estesa, d’altra parte le coste hanno sempre rappresentato un’apertura agli scambi culturali e ai traffici, come sintetizzato nell’espressione “porto di mare”. La socializzazione è estesa, ma superficiale, basata su componenti esibizionistiche ed edonistiche, si pensi alle classiche “cotte da spiaggia”, che sono anche state oggetto di numerosi film di successo come “Sapore di mare” o “Abbronzatissimi”.
La montagna ha invece le seguenti caratteristiche: temperatura fresca, ombra, verde, aria frizzante, bassa pressione, forte escursione termica, che determinano un atteggiamento di difesa, ma anche un maggior effetto tonificante, favorisce dinamismo e attività.
Le differenze tra la temperatura diurna e quella notturna nell’ambiente marino e montano fanno sì che la vacanza in montagna si svolga prevalentemente di giorno, mentre durante la vacanza al mare spesso sono previste attività notturne.
Il paesaggio montano è caratterizzato dalla verticalità, altezza, durezza e asperità; elementi che fanno pensare all’impegno, lo sforzo, la resistenza, la sfida, gli interessi conoscitivi, come ad esempio naturistico-ecologici. Si può dire che mentre il mare è improntato a una simbologia materna del “ricevere” (i raggi, il calore, l’avvolgimento dell’acqua), mentre la montagna ad una paterna “dell’agire”.
L’ambiente sociale della montagna è caratterizzato da silenzio, voci della natura, corpi ben coperti, escursioni, passi cadenzati, piccoli gruppi, cori di alpini, feste paesane, partite a carte, riposi serali, alzate mattiniere. La montagna richiama una certa chiusura agli scambi e ai contatti, una socializzazione almeno apparentemente più profonda e genuina, che rifugge l’esteriorità e la mondanità.
Per concludere, il mare sembrerebbe più adeguato a chi ama un alto livello di stimolazione, la montagna a chi preferisce un basso livello di stimolazione. Ciò emerge chiaramente nelle risposte alle domande della ricerca relative alla definizione del profilo psicologico che preferisce le vacanze ai monti o al mare. I dati mostrano infatti che la percezione sociale degli appassionati dei due tipi di ambiente è basata su caratteristiche abbastanza diversificate. La maggior parte dei soggetti tendono a vedere la persona che preferisce la montagna come un soggetto tranquillo e riflessivo, tendenzialmente introverso, un po’ musone, amante della natura, romantico; la persona che preferisce il mare è invece dipinta come giovane, estroversa, allegra, amante del divertimento, un po’ iperagitata, ma anche oziosa e superficiale.
Tengo a precisare che i dati descritti non pretendono di costituire delle diagnosi di personalità, ma riflettono piuttosto le rappresentazioni sociali che accompagnano i vissuti collegati ai due tipi di ambiente.
E voi? Siete d’accordo con i risultati di questa ricerca? Il vostro profilo psicologico corrisponde a quello descritto?